TRANSCEND-Galtung: Mediazione/soluzione di conflitti 1958-2018

pubblicato 6 dic 2018, 11:49 da Cultura della Pace

TRANSCEND-Galtung: Mediazione/soluzione di conflitti 1958-2018 

mediazione conflitti ambientali

Il Metodo TRANSCEND utilizza dialoghi fra tutte le parti per identificarne gli obiettivi, verificarne la legittimità, e per [cercare] visioni di una nuova realtà sociale che soddisfi gli obiettivi legittimi. Le  diagnosi si focalizzano sul conflitto e i traumi, le prognosi senza o con intervento; le terapie su visioni di soluzione e riconciliazione, proposte, propagate e realizzate.

Il metodo non è né necessario né sufficiente. Possono funzionare altri approcci, possono importare altri fattori; ma le asserzioni e i premi [conseguiti] indicano un impatto. Pensieri, parole, azioni possono smorzare conflitti-incompatibilità-contraddizioni, aprendo ad alternative rispetto alla violenza-guerra come reazione a obiettivi bloccati dal conflitto. Trasformazione del conflitto, che scorre attraverso la storia verso una soluzione, ai livelli micro, meso, macro, mega.

I 35 casi riferiti sono perlopiù tratti dai 100 nel libro del 2008 50  anni: 100 prospettive di conflitto e pace, dopodiché sono state prodotte circa altre 100 nuove prospettive-visioni. Il lettore può compulsare il libro per vedere che cosa non ha (ancora?) funzionato, tenendo presente che ciò che sembra un successo può mutarsi in fiasco e viceversa. E’ stato fatto molto lavoro in molti luoghi –come il Medio Oriente, l’ex-Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan, l’Asia orientale, [il territorio occupato da]l’ISIS, l’Ucraina, sulla criminalizzazione della guerra – ma non si sono registrati effetti come nei casi riportati qui sotto. Ci vuole tempo!

Il diagramma sulla gestione del conflitto di Galtung/TRANSCEND implica una linea mediana di compromesso propositivo (non rinunciatario), secondo il Metodo relativo, fra la prevalenza degli obiettivi di ciascun contendente su quelli legittimi altrui.

I. Approcci alla pace (5)

  • Studi di Ricerca sulla Pace dal 1951 come scienza nuova, applicate, transdisciplinare, che college teoria e pratica essendo indicativa per la prassi e verificabile. Designato quale “padre degli studi sulla pace”.
  • Educazione alla Pace mediante studi sulla pace dal 1958, ora in insegnamento in oltre 500 + università in tutto il mondo e in innumerevoli seminari-conferenze; con molti libri e articoli in uso come testi dapertutto.
  • Servizio di Pace come alternative al servizio militare, in Norvegia quali assistenti all’istituto di ricerca sulla pace, dopo il rifiuto di disobbedienza civile di prestare servizi insignificanti, e sei mesi di prigione nel 1954-5.
  • Corpi di Pace (proposti nel 1960 in Norvegia, prima degli USA) per relazioni dirette anche in aree di crisi, saldando linee di frattura, ma divenuti perlopiù un corpo di sviluppo a senso unico, finora, con potenziali.
  • Giornalismo di Pace, nel 1961, che riferisce su tentativi di pace e possibilità come la soluzione del conflitto e la riconciliazione, anziché solo violenza e ce notizie negative. Ha preso piede particolarmente bene in Asia sudorientale.

II. Approcci al mega-conflitto Est-West (5)

  • Uno studio del Consiglio d’Europa a 19 stati sulla Cooperazione in Europa proponente una Commissione di Sicurezza ONU per l’Europa (1967) come la Commissione economica; al lavoro con E. Chossudovsky-USSR e Jean Siotis-Grecia.
  • Propagazione della visione particolarmente in Finlandoa, secondo un successivo presidente in Finlandia strumentale in making Kekkonen launch the Conference on Security and Cooperation in Europe (later CSSE).
  • Propagazione della visione in Cecoslovacchia, che secondo il vice-ministro degli esteri ha fatto ritirare all’URSS le proprie truppe, assetto successore del sistema dei blocchi; “lei è stato il padre dell’idea, io l’esecutore”.
  • Lavoro ai livelli di vertice in Romania, screditando il sistema dei blocchi con il suo vicendevole prendersi di mira con armi nucleari in Europa; visioni dell’Europa post-guerra-fredda.
  • Istituzione di un asse Norvegia-Polonia di paesi di basso rango dei rispettivi blocchi, con una commissione congiunta per il disarmo e contatti depolarizzanti (1964).

III. Approcci al mega-conflitto Nord-Sud (5)

  • Nord-Sud negli US: Rapporti razziali, desegregazione; al lavoro nel 1958-60 per la desegrega-zione nonviolenta a Charlottesville (Virginia), che apre alla possibilità per gli estremisti bianchi di avere le proprie scuole private.
  • Nord-Sud nel Regno Unito: l’Irlanda del Nord come colonia, proposte 17 misure concrete dal 1997 e a una conferenza alle sedi del Parlamento prima della domenica di Pasqua (dove ci si riferisce al Nord-Sud come “Est-Ovest”).
  • Cooperazione Sud-Sud, parità con il Nord: proposta con successo nel 1962 per le scienze sociali nelle Americhe, utilizzata poi come modello generale da emulare in qualunque campo fra Latin- e Anglo-America.
  • Cooperazione Sud-Sud-Sud LatinAmerica-Africa-Asia: proposta nel 2012 ad alto livello in Cina strada o ferrovia est-centrafricana Dar esSalaam-Kinshasa per traffico container per il collegamento dei tre continenti; riconosciuta degna l’autunno stesso.
  • Mutazione Rhodesia >> Zimbabwe: ammonimento (del 1965) che le sanzioni economiche contro il regime bianco non avrebbero condotto all’indipendenza; all’opera per una transizione non-violenta con un ruolo per la minoranza bianca.

IV Approcci a macro-conflitti (10)

  • Corea: Unificazione della nazione, cui può seguire poi quella dei due stati, come tema base dal 1972, con sempre maggiore apertura – stradale, ferroviaria – del confine, cooperazione su basi eque; considerazione che un singolo stato implica un presidente in meno.
  • Iran: predizione nel 1974 di una rivoluzione musulmana contro un regime di scià zoroastriano-occidentale, lavorando con Farah Diba e la sua compagine per un orientamento ai bisogni basilari compatibili con l’islam.
  • Ecuador-Peru: proposta nel 1995 una zona condominiale bistatale per la regione contesa nelle Ande dalla guerra del 1941, senza tracciare confini; idea nuova secondo l’ex-presidente dell’Ecuador, attuata nel 1998.
  • Curdi e i loro quattro stati [Iraq, Iran, Turchia, Siria, ndt]: promosso dal 1991 il non-spostamento dei confini bensì la creazione di un Kurdistan costituito dalle quattro regioni adiacenti nei rispettivi stati, con [rispetto dei] diritti umani ovunque e istituzioni curde congiunte; due nazionalità.
  • Caucaso: proposto nel 1997 un territorio congiunto dove i tre paesi s’incontrano per un parlamento provvisto anche di una camera rappresentativa delle 26 nazionalità della regione, linea aerea congiunta, possibile passaggio da confederazione a federazione.
  • Myanmar: alla tensione del 2005-6 fra una dittatura militare e un’opposizione vivente nel passato proposto un think tank per esplorare un futuro condiviso, con una federazione per il Myanmar, per mitigare la tensione e procedere.
  • Rwanda-Burundi: promossa nel 1997 una confederazione bi-oceanica di Uganda, Tanzania, Rwanda, Burundi e I due Congo, con confine aperti per attenuare la pressionee per il commercio con Arabia-India e Latin-America.
  • Messico: promossi 50 punti per ridurre la violenza, risolvere I conflitti e costruire la pace, dividendo il Messico in dieci punti focali (fra cui tre sono i livelli federale-statale-municipale) con cinque punti ciascuno, come alternativa al combattimento; 2014.
  • Attribuzione per sentenza vs soluzione del conflitto: Il conflitto fra [azione di] governo e legge con la violenza e una soluzione del conflitto nonviolenta può risolversi con mediazione giudiziaria, promossa con successo in Messico dal 2004.

10 Approcci militari vs pace: Azione militare usata per la pace negativa, la sicurezza, la difesa difensiva – ai confini, milizia e difesa non-militare – e come peacekeeping; non però per una pace positiva; dal 1971.

V Approcci a micro-conflitti nella vita quotidiana: SABONA (5)

  • Coppie, famiglie: assistenza nell’elaborazione di numerosi progetti di cooperazione per benefici vicendevoli e uguali collegando i lati validi, positivi delle parti. Dall’orientamento alla vittoria – “ho ragione io, non tu”- a un orientamento risolutorio.
  • Asili d’infanzia: formazione degli insegnanti nel non rimproverare berciando-combattendo I ragazzini bensì facendo sì che formulino il problema, trovino soluzioni, le pratichino, allenandoli ad aiutarsi vicendevolmente; dal 2010.
  • Scuola: ridurre il bullismo, “quel che hai fatto è inaccettabile ma perché l’hai fatto?” per individuare obiettivi e soluzioni accettabili, anche con l’aiuto di altri ragazzini (che a loro volta possono aiutare i genitori); dal 2004.
  • Università: come per le scuole, insegnamento di studi di pace con approccio dialogico ai conflitti, più seminari e gruppi di studio (colloquio) orizzontali, e meno tenuta di conferenze (verticali) — almeno sempre dialogo.
  • Nel lavoro aziendale: spostare i rapporti di lavoro da aziende verticalmente orientate all’amministratore delegato/consiglio d’amministrazione a cooperative focalizzate sulle persone/la natura; meno sfruttamento, condizionamento, segmentazione, frammentazione e marginalizzazione.
  1. Approcci ai traumi (5)
  • Le Crociate contro l’Islam dichiarate dal papa Urbano II il 27-11-1095: insistito dal 1990 affinché papa Giovanni Paolo II ne prendesse le distanze nel 1995; secondo un monsignore [della Curia] ciò fu un fattore nel sollecitare dialogo.
  • La Germania vs gli Herero, massacro genocida in Namibia nel 1904: attivi nel 2006 affinché la Germania riconoscesse l’accaduto scusandosene, e magari offrendo compensazioni, aldilà del “perdono da cristiani”.
  • Turchia-Armeni-Curdi nel 1915: la Turchia utilizzò i curdi per scacciare gli armeni quali nemico potente economicamente-culturalmente, guerra più che genocidio?, commissione internazionale, compensazioni, confini aperti; 2006.
  • Danimarca vs Islam per la caricatura del Jyllandsposten del 2006: proposto e ottenuto invite danese al dialogo in cambio della rinuncia al bruciare le bandiere e le ambasciate, dibattendo il diritto d’espressione e il diritto alla dignità.
  • Immigranti vs paesi che li ospitano: gli immigranti devono imparare e rispettare le leggi e le norme basilari del paese che li ospita, che deve rispettare la loro cultura e proporre dialoghi a scopo di mutuo apprendimento; dal 2006.

            Formula della Pace di J.Galtung:

PACE =     _____Equità x Empatia______

             Conflitti irrisolti x Traumi irriconciliati


CONFLICT RESOLUTION – MEDIATION, 26 Nov 2018  | Johan Galtung – TRANSCEND Media Service

Titolo originale: TRANSCEND-Galtung Track Record on Conflict Solution/Mediation: 1958-2018
Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

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