USA - Dove state andando?

pubblicato 14 set 2017, 08:21 da Cultura della Pace

USA–Dove state andando? 

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Pentagon Study Declares American Empire Is ‘Collapsing,” (Uno studio del Pentagono sostiene che l’impero americano sta crollando) è il titolo di un saggio di Nafeez Ahmed che fa un’analisi del suddetto studio. Sembra interessante. Sottotitolo: “Rapporto sollecita una massiccia espansione del complesso militare-industriale per garantire l’accesso globale alle risorse”. Suona famigliare.

Usando degli stralci presi dallo studio del Pentagono redatto da Nafeez Ahmed, e a lui profondamente riconoscenti, ecco le nostre considerazioni. Si fondano su un nostro lavoro sul campo (The Decline and Fall of the US Empire; And Then What?Il declino e la caduta dell’impero USA; e poi che cosa?) TRANSCEND University Press, 2010)[i]. Il Pentagono è un’ istituzione fondamentale negli USA, insieme a Casa Bianca-Congresso-Wall Street. Come interpreta il suo ruolo negli USA e nel mondo è di primaria importanza per comprendere dove gli USA stanno andando. Tuttavia l’imperialismo ha molte teste e il potere militare è solo una delle sue articolazioni. Per fare uno studio dell’impero statunitense è anche necessaria la conoscenza del potere economico, politico e culturale. Il titolo fa pensare a un Pentagono che sopravvaluta la propria importanza.

“L’ordine internazionale che si è venuto a costituire dopo la seconda guerra mondiale, appoggiato dagli USA, si sta disgregando e sta forse anche crollando, portando gli Stati Uniti a perdere la loro posizione di supremazia negli affari mondiali.”

Commento: La parola chiave è “supremazia”. Significa qualcosa più di “dominazione”: è la luce che guida, la fonte di idee e ideali, leadership totale. Ma il “disgregamento” e il “tracollo” sono incominciati molto tempo fa: a Giugno 1953, non vincendo la Guerra di Corea 1950-53, conclusasi solo con un armistizio; ad Aprile 1975, non vincendo la Guerra del Vietnam, conclusasi con una sconfitta. E adesso non vincendo nessuna guerra contro i Musulmani. Ma si riferiscono a qualcosa che va oltre la vittoria, al prevalere. “Supremazia”.

“La soluzione proposta per salvaguardare il potere USA in questo nuovo contesto ”post-supremazia” è tuttavia sempre la stessa storia: più sorveglianza, più propaganda (“manipolazione strategica delle percezioni”) e più espansionismo militare.”

Commento: Totale incapacità di reagire a nuove situazioni in nuovi modi, di vedersi non solo come effetto di cause esterne ma anche come una causa.

Uno stato mentale che è “autismo”, in quanto opposto a “reciprocità”; “siamo causa ed effetto l’uno nei confronti dell’altro, reciprocamente”. Secondo Piaget, ci si dovrebbe evolvere dall’uno all’altro stato mentale a circa 5 anni di età.

Nonostante tutto, la strategia spionaggio-propaganda-guerra è sincera.

“La potenza USA è in declino, l’ordine internazionale si sta disfando e ovunque l’autorità dei governi si sta sgretolando. Avendo perduto il proprio stato di “superiorità”, gli USA abitano un mondo post-supremazia pericoloso e imprevedibile, la cui caratteristica distintiva è la resistenza all’autorità”.

Commento: Questo è un punto fondamentale: “resistenza all’autorità” “ovunque”. C’è del vero in questo. Il sistema di valori della nostra epoca considera uguaglianza-diversità, trasversalità-individualismo, e non disuguaglianza-somiglianza, verticalità-collettivismo. A livello individuale, nell’ambito dei diritti umani, forse dovuto all’attenzione verso “tutti” e rispetto a diritti vari? A livello statale dovuto alla fine della sottomissione del blocco della Guerra Fredda alle superpotenze, cedendo alla multi-polarità?

Ma l’intera affermazione è sbagliata. Nuovi partiti politici tagliano la torta ideologica in modo diverso ma generalmente l’autorità del governo eletto viene rispettata. Ed esiste un ordine internazionale multipolare che in linea di massima funziona, ad eccezione di Israele e degli USA, che “abitano” un mondo che si sta “sgretolando” che essi stessi hanno generato, pericoloso ma non imprevedibile .

“Il pericolo viene non solo da grandi potenze rivali quali Russia e Cina, rappresentate come minacce in rapido aumento per gli interessi (nord)americani, ma anche dal rischio crescente di eventi del genere “Primavera Araba”. Questi si manifesteranno all’improvviso non solo in Medio Oriente ma in tutto il mondo, e presumibilmente indeboliranno la fiducia nei confronti dei governi in carica nell’immediato futuro.

Commento: C’è stata una svolta intellettuale che raffigura il sistema mondiale non solo come insieme di stati grandi e piccoli ma come qualcosa all’interno. E’ evidente che tutti i 22 stati arabi sono stati colonizzati e neo-colonizzati. E molto più ha da venire dai 35 stati musulmani non-arabi, 34 dei quali colonizzati (non l’Iran). Se si fosse pensato a tutto questo alcuni decenni fa, non sarebbero sorpresi ora. Pensano malamente, come malamente agiscono.

“Il documento fa un appello al governo USA affinchè investa in più sorveglianza, una migliore propaganda tramite la “manipolazione strategica” dell’opinione pubblica, e “più numerose e più flessibili” forze armate USA”.

Commento: Grazie per dirci che cosa dobbiamo aspettarci: come una volta, ma alla luce del sole.

Quanto alla sorveglianza: non avere armi e preparare la nonviolenza aiuta, ma sono contrari che di più non si può: differenti idee, ideali, rappresentazioni.

Quanto alla “migliore propaganda”: non perdete tempo sui media statunitensi come la CNN – che ebbe inizio quale canale del Dipartimento di Stato – e i loro numerosi imitatori; scegliete Al Jazeera, Russia Today, CCTV, France 24, NYT, BBC; ma con attenzione. E la sconfinata ricchezza di fatti e analisi su YouTube. Fino ad ora.

Quanto alle forze armate USA: sanno solo come uccidere, distruggere ed essere inclini a diventare più forti se bombardate. Potrebbero preferire idee e ideali.

E così continua, senza sosta. Incidentalmente notiamo una certa qual nostalgia per la semplicità della Guerra Fredda; ma nessuna riflessione sull’aver tradito l’accordo, trattando USSR-Russia come un nemico sconfitto. Osserviamo la loro incapacità di vedere Cina e Nord Corea come vettori di idee – bilateralismo vantaggioso per tutti, deciso affidamento sulle proprie forze. Pensano che possa andare peggio, “nel tempo il più grande Medio Oriente si trasformerà, si diffonderà e si manifesterà in modo diverso”, “con violenza fisica, effettiva e psicologica” (nessun accenno alla violenza strutturale USA come qualcosa a cui resistono). Sì, continueranno, visto questo Rapporto, con una distinzione tra fatti svantaggiosi, pericolosi, tossici. “Il problema è la sfida all’impero, non il suo reale atteggiamento”. Tossico.

“Accesso a regioni, mercati e risorse strategiche”? OK, altrimenti detto commercio. Ma alcuni lavorano essi stessi le loro materie prime e riforniscono i propri mercati, con facilità e a livello competitivo. Andare in guerra per fermarli? Davvero?

Se gli USA vogliono andare ulteriormente a fondo, che seguano tutte queste stupide raccomandazioni.

In alternativa: che facciano il contrario. Che dichiarino la fine dell’impero e considerino una cooperazione con tutti per reciproco e uguale vantaggio. Si facciano degli amici, non degli “alleati” militari. USA: siete così innovativi; avete incredibilmente tanto da offrire. Il mondo è in attesa di un Rapporto migliore.

NOTA:

[i]La prima previsione scritta del declino e caduta risale al 1974, in relazione a uno studio sul declino e la caduta dell’Impero Romano che analizza analogie e differenze, ed è inclusa come parte III nel libro del 2010.


#497 | Johan Galtung – 4 Settembre 2017
Titolo originale: USA–Where Are You Heading?
Traduzione di Franco Lovisolo per il Centro Studi Sereno Regis

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