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A Padre Paolo Dall'Oglio il Premio Nazionale "Nonviolenza"

pubblicato 06 ago 2016, 11:31 da Cultura della Pace
Padre Paolo Dall'Oglio, vince il Premio Nazionale "Nonviolenza", nell'Anno Giubilare della Misericordia
A Padre Paolo Dall'Oglio il Premio Nazionale "Nonviolenza" in quest'anno particolare dedicato alla Misericordia. Un uomo che ha fatto e fa vibrare le corde del cuore vince il premio per tutto quello che ha fatto. 
Comunicato dell'Associazione Cultura della Pace e del Comune di Sansepolcro


foto di Riccardo Lorenzi (www.riccardolorenzi.it) – Associazione Cultura della Pace

L’Associazione Cultura della Pace e il Comune di SansepolcroCittà della Cultura della Pace, informano con grande emozione e soddisfazione che il Comitato Scientifico del Premio Nazionale “Nonviolenza”, ha deciso di conferire tale onoreficenza, in occasione dell'Anno Giubilare della Misericordia, a Padre Paolo Dall'Oglio, gesuita, missionario per il dialogo interreligioso, si pensa rapito a Raqqa (Siria) il 29 Luglio 2013.

Il premio, che ogni due anni viene destinato a personaggi che si sono distinti per la loro opera nonviolenta in favore della costruzione di una società equa, solidale e rispettosa delle differenze, è stato assegnato a Padre Paolo Dall'Oglio per la sua infaticabile opera di dialogo e di accoglienza nei confronti dell'Altro, del prossimo e del diverso, riconoscendo in ogni uomo la dignità e la preziosità di ogni essere vivente. Attraverso la sua opera presso il Monastero di Deir Mar Musa, Padre Paolo ha svolto un lavoro capace di tessere relazioni autenticanti all'interno della società siriana, realizzando concretamente il dialogo e la reciproca accettazione, oggi messe a dura prova dall'intolleranza e dalla violenza.

Il rapimento di Padre Paolo ha interrotto solo momentaneamente, un lavoro che speriamo torni ad essere presente per la ricostruzione di una società e di un vivere quotidiano e comune necessari alla stessa sopravvivenza del consesso umano.

Nessuna violenza potrà recidere, né far dimenticare, il legame che Padre Paolo Dall'Oglio ha costruito durante la sua quasi trentennale esperienza di missionario e di operatore di pace.

E' stato deciso di assegnare questa onoreficenza in occasione dell'Anno giubilare della Misericordia, perché proprio la misericordia è la base della giustizia sociale: il far vibrare le corde del cuore è condizione necessaria ed indispensabile per poter aiutare l'Altro con risultati reali e duraturi.

Si informa inoltre che Venerdì 29 Luglio 2016 alle ore 19,30 nella Parrocchia di S. Giuseppe in Via Francesco Redi 1 a Roma (Via Nomentana) verrà celebrata una messa per Padre Paolo Dall'Oglio, per tutte le persone rapite e per tutte le vittime della violenza e dell'odio in Siria, in tutto il Medio Oriente, in Europa e nel Mondo intero (www.paolodalloglio.net).


BIOGRAFIA

Padre Paolo Dall'Oglio, gesuita cattolico è nato a Roma, il 17 Novembre 1954.

Dall'Oglio è noto per aver rifondato, in Siria, negli anni Ottanta, la comunità monastica cattolico-siriaca Mar Musa (Monastero di san Mosè l'Abissino), erede di una tradizione cenobitica ed eremitica risalente al VI secolo. Paolo Dall'Oglio è fortemente impegnato nel dialogo interreligioso ed è considerato il più grande esperto di dialogo con l'islam del mondo, al pari di Luis Massignon. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1975, Paolo Dall'Oglio ha trascorso gli anni della formazione religiosa e accademica dell'Ordine in Italia, prima di intraprendere gli studi universitari a Beirut. Nel 1992 vi fonda una comunità spirituale, la comunità che promuove il dialogo islamico-cristiano. Nel 2009 ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Università cattolica di Lovanio. Ha collaborato regolarmente con la rivista Popoli, pubblicazione internazionale dei gesuiti italiani. Nel 2011 ha scritto un testo nel quale proponeva una soluzione pacifica ai problemi posti dalle sommosse popolari scoppiate in Siria, indicando la strada di una transizione politica verso un'architettura istituzionale democratica, basata sul consenso delle diverse componenti sociali e delle varie sensibilità religiose che coabitano in Siria. Ne è seguita la reazione del regime di Bashar al-Assad che, impegnato in un'aspra repressione delle proteste, ha decretato l'espulsione di Dall'Oglio dalla Siria. A dicembre 2011, Dall'Oglio non aveva ancora ottemperato all'ordinanza, continuando a risiedere in Siria, ma a seguito di una lettera aperta spedita all'inviato speciale in Siria delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il 12 giugno 2012 Dall'Oglio venne costretto a lasciare la Siria. Nel 2012 ha ricevuto il Premio per la Pace 2012 che la Regione Lombardia assegna ogni anno ai grandi testimoni per la Pace.

Nel 2013 Dall'Oglio è rientrato nel nord controllato dai ribelli siriani, probabilmente per intercedere per la liberazione di alcuni rapiti. Mentre si trovava nel capoluogo siriano il 29 luglio 2013 è stato, si pensa, rapito da un gruppo di terroristi, forse legati al sedicente Stato islamico (Daesh). La Comunità da lui fondata, ha continuato e continua ad operare in Siria e non ha mai abbandonato la popolazione in questi anni di guerra.

A Padre Paolo Dall'Oglio l'Associazione Cultura della Pace ha dedicato il calendario “Dialoghi” - Siria 2009 con foto di Riccardo Lorenzi e con Dall'Oglio, nel 2010, è stata realizzata la tavola rotonda “Il Sultano e Francesco” presso il Santuario de La Verna, con la presenza dei frati e del Presidente dell'UCOII Izzeddin Elzir.

Alcuni testi scritti da Padre Paolo Dall'Oglio:

  • Speranza nell'Islam;

  • Oser l'Oecuménisme, Intervento di P. Paolo Dall'Oglio in occasione del colloquio «Quel avenir pour les chrétiens d'Orient?» tenuto a Parigi, il 16 e 17 novembre 2007;

  • La démocratie consensuelle, pour l'unité nationale, 27 luglio 2011;

  • La sete di Ismaele. Siria, diario monastico islamo-cristiano, con prefazione di Paolo Rumiz;

  • Amoureux de l'Islam, croyant en Jésus, con la collaborazione di Églantine Gabaix-Hialé, prefazione di Régis Debray;

  • Innamorato dell'Islam, credente in Cristo;

  • Collera e Luce. Un prete nella rivoluzione siriana, con la collaborazione di Églantine Gabaix-Hialé.

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