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Donne di pace

pubblicato 3 mag 2018, 10:11 da Cultura della Pace

Donne in difesa dell’ambiente, che non accettano di stare in silenzio 

Sul sito www.serenoregis.org un articolo di Jessica Olson sull'impegno delle donne per la pace

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Quando delle donne, in ogni parte del mondo, prendono la parola per difendere il pianeta e le sue comunità, spesso lo fanno mettendo a rischio la propria sicurezza personale,  e devono fare i conti con minacce e intimidazioni.  Il sessismo, spesso accompagnato dal razzismo, rende le donne dei facili bersagli. Per questo desidero dedicare un pensiero particolare a tre incredibili donne che hanno rifiutato di stare zitte.Ogni anno il Giorno della Terra offre l’opportunità di celebrare il nostro movimento e di confermare il nostro impegno nell’azione.  In un anno caratterizzato dal Movimento  #MeToo e dalle rinnovate rivendicazioni per i diritti delle donne, continua ad essere di ispirazione per me la solidarietà delle donne impegnate nei movimenti a difesa dell’ambiente. 

Berta Cáceres
Berta Cáceres era un’attivista indigena che in Honduras guidava il popolo  Lenca nell’opposizione alla Diga di  Agua Zarca.  Il progetto, se realizzato, avrebbe condannato un fiume sacro, il Gualcarque, e avrebbe privato la comunità Lenca di acqua, cibo e medicine.

Berta Cáceres fu co-fondatrice del Consiglio Nazionale delle Organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras (National Council of Popular and Indigenous Organizations of Honduras – COPINH) e nel 2015 le fu assegnato il prestigioso Premio Goldman. Il suo assassinio nel 2016 suscitò dolore e sdegno a livello internazionale, ed evidenziò i rischi ai quali sono sottoposti gli attivisti ambientali in tutto il mondo.

E’ POSSIBILE AGIRE:  si possono sostenere azioni legali in Honduras per difendere gli attivisti minacciati di morte 

Siwatu-Salama Ra
Siwatu-Salama Ra è un’avvocatessa che si occupa di giustizia ambientale, co-direttrice del Consiglio di Azione Ambientale (East Michigan Environmental Action Council – EMEAC) con sede a Detroit.   Ha aiutato a dare potere alla comunità attraverso l’educazione alla giustizia ambientale, allo sviluppo dei giovani, alla costruzione di relazioni collaborative.

Donne come  Siwatu svolgono il loro lavoro impegnandosi contro il potere di un sistema legale che opprime la gente di colore.  A luglio del 2017 fu aggredita in auto mentre era con sua figlia e sua madre, e per spaventare l’aggressore gli  puntò contro una pistola scarica (che deteneva legalmente): la donna non sparò, e nessuno fu ferito.  Secondo la legge del Michigan Siwatu avrebbe dovuto ricevere protezione, invece fu arrestata, subì un processo e fu condannata; attualmente è incinta di sette mesi, con la prospettiva da partorire in carcere, dove sta scontando la condanna a due anni. 

E’ POSSIBILE AGIRE: occorre scrivere al governatore del Michigan Rick Snyder chiedendo che Siwatu-Salama Ra venga immediatamente graziata, e possa uscire subito dalla prigione   

Jenni Monet
Jenni Monet è una giornalista indipendente che spesso pubblica articoli che riguardano i diritti dei popoli indigeni.  A febbraio del 2017 si recò alla Riserva di  Standing Rock nel  Nord Dakota, per documentare le proteste dei gruppi indigeni locali conto la costruzione dell’oleodotto  (il Dakota Access Pipeline). Jenni Monet stava semplicemente svolgendo il suo lavoro, testimoniando l’allontanamento forzato  dei protettori dell’acqua, quando è stata arrestata in violazione dei suoi diritti di Primo Emendamento .  Per più di un giorno le fu impedito di prendere contatto con il suo avvocato,  e venne trattenuta per altre 30 ore prima di essere rilasciata.  Più di un anno dopo, ha ancora in sospeso l’accusa di  aver  partecipato ad azioni criminali. Jenni Monet  è una dei 10 giornalisti che furono arrestati a Standing Rock.

E’ POSSIBILE AGIRE: chiedere ai  funzionari responsabili del North Dakota di ritirare tutte le accuse contro Monet.

Il nostro movimento esprime un grande ringraziamento a queste tre  donne –  Berta, Siwatu, e Jenni – e a tutte le donne che hanno deciso di correre enormi rischi per parlare a difesa del nostro pianeta.

Chi è interessato/a a conoscere altre storie di donne che hanno preso posizione e si sono fatte sentire a difesa della giustizia ambientale e dei diritti umani, può consultare un sito curato da  Amnesty International  (Speak Out for Defenders website).

NOTA. Il sito indicato dall’autrice dell’articolo viene segnalato come inaffidabile. Ne segnalo un altro (tra i tanti) ai quali si può accedere a storie delle azioni di giovani donne  a difesa del diritti dell’ambiente e delle comunità: https://www.opendemocracy.net/5050/sara-vida-coumans/young-women-human-rights-defenders-speak-out 

(Human Rights , 27 Aprile 2018.
Titolo Originale: These Women Environmental Defenders Refused To Be Silent
L’autrice, Jessica Olson, è una rappresentante del Sierra Club per il Programma Gender Equity & Environment)

 (Traduzione di Elena Camino per il CSSR)

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