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Un azzardo felice

pubblicato 29 mar 2018, 08:12 da Cultura della Pace   [ aggiornato in data 29 mar 2018, 08:12 ]

Come ti elimino le slot machine

Sul sito www.unimondo.org Novella Benedetti racconta l'esperienza trentina con il gioco d'azzardo

gioco d'azzardo


C'era una volta il Primiero, un piccolo territorio del Trentino nord-orientale: circa 410 metri quadrati abitati approssimativamente da 10.000 persone. Un territorio di montagna, con varie cime che superano i 3000 metri sul livello del mare. Oggi ne parliamo per il gioco d'azzardo, o meglio: per la lotta contro il gioco d'azzardo.

Il Primiero infatti è tra i luoghi in cui le buone prassi battono le slot: sono circa 80 gli esercenti di questo territorio che hanno deciso di toglierle dai propri locali. In parte l'idea di non averle – o non inserirle nei proprio esercizi commerciali fin dall'inizio – è una scelta di carattere etico portata avanti dai singoli gestori. In parte poi c'è stato un lavoro capillare portato avanti dai volontari della Croce Rossa, anche attraverso l'utilizzo di un marchio apposito come certificazione. Ma partiamo dall'inizio: Monica Sadler, Referente Nazionale e Provinciale per le dipendenze per la Croce Rossa, Unità Territoriale di Canal San Bovo, nel 2017 realizza degli incontri interattivi nelle scuole locali – ENAIP ed Istituto Comprensivo. Si parla di prevenzione del gioco d'azzardo: i ragazzi devono creare una scala di probabilità dove classificare 10 opzioni, tra le quali: probabilità di vincere al Superenalotto; probabilità di morire entro l'anno in un incidente aereo; probabilità che facendo numero a caso risponda Gigi Buffon. Con grande stupore, i ragazzi scoprono che quest'ultima è più probabile rispetto a una vincita al Superenalotto – che in effetti tra tutte quelle descritte è la situazione meno probabili che si avveri. Gli studenti creano così una piccola campagna contro il gioco d'azzardo, attraverso dei volantini che vengono votati via Facebook. Il più gettonato viene stampato e diventa il materiale di punta per la campagna di sensibilizzazione con gli esercenti.

Da qui in poi si parte: se a Trento – dove è stato creato il marchio - sono i singoli gestori a chiedere al Comune di poter utilizzare il logo, in Primiero è il gruppo giovani dei volontari della Croce Rossa ad attivarsi, andando a parlare con ogni persona, portando il volantino, spiegando il senso dell'iniziativa. Come ci racconta Claudio Maranesi, gestore del Bar Piana a Fiera di Primiero: “vengo dal mondo della ristorazione, ho sempre fatto questo lavoro. Adesso gestisco il bar; quando l'ho preso c'erano delle slot machine. Io proprio non lo concepivo: per il mio modo di pensare un bar non è un posto adatto per questi strumenti; un bar deve essere frequentato da avventori che hanno bisogno di un caffè o di un panino. Quindi ho subito provveduto a togliere le slot. Tant'è che a Fiera di Primiero sono stato il primo a fare questa scelta, a prescindere da eventuali riconoscimenti esterni. Mi capita di andare in altri locali, e di vedere tante persone – e nei paesi sono sempre le stesse – che si accaniscono con queste macchinette, spesso sono ai margini della società, bevono e giocano. Sono psicologicamente fragili ed io non volevo partecipare a questa Caporetto. Secondo me negli ultimi anni tante attività le hanno tolte perché in tanti siamo arrivati a questa conclusione. Certo, sarebbe stato meglio farlo prima.”

Si lavora in maniera capillare: in alcuni casi – per via della chiusure stagionali – i volontari non riescono a raggiungere i diretti interessati; fa niente, appena riaprono ci sarà modo. Si tratta di un territorio che vive anche di turismo, quindi i locali non mancano. E i risultati ci sono: se da un lato infatti l'esercente ha talmente tante attività da svolgere che è difficile riuscire a seguire anche l'aspetto delle certificazioni, dall'altro se arrivano dei volontari a spiegare come funziona, diventa tutto più semplice.

Anche perché – è da ricordare – al di là dell'aspetto etico il gestore a livello economico ci rimette, non sono previste delle agevolazioni. Spesso avere una slot permette quelle entrate necessarie a pagare un dipendente: e di questi tempi non è poco. Volendo, l'unico aspetto negativo in termini economici è dato dai furti, soprattutto in città: spesso se hai una slot la vedono, entrano e te la svuotano. Ed in più devi pagarti i danni causati alla manomissione della porta – per non parlare della fonte di rischio per l'esercente.

Si arriva così all'attualità: il 17 novembre la Croce Rossa, insieme all'Associazione Auto Mutuo Aiuto organizza una serata per consegnare il marchio etico a tutti gli esercenti. Si tratta di un adesivo da esporre sulla porta del proprio locale, nato da una collaborazione tra il comune di Trento e l'"Alleanza contro il gioco d'azzardo patologico". Gli esercizi pubblici che hanno aderito si sono impegnati ad escludere la possibilità di gioco d'azzardo di qualsiasi natura nei propri locali; ad applicare l'adesivo del "Marchio Etico" in modo visibile al pubblico dall'esterno del locale; a contribuire a favorire un'azione educante di sensibilizzazione sociale sulle tematiche dell'azzardo e sulla responsabilità sociale dell'intera comunità per il benessere dei cittadini; ad esporre il materiale informativo contro la dipendenza da gioco d’azzardo; infine a non pubblicizzare il gioco d’azzardo.

Il riscontro ricevuto è stato molto positivo: e c'è da dire che se sei un ex giocatore andrai più volentieri nei locali dove non ci sono tentazioni, contribuendo così ad aumentare la clientela dei locali virtuosi. In termini numerici ha aderito il 70-80% degli esercenti: per fare un esempio, nel comune di Sagron Mis ci sono 4 bar, e tutti e 4 partecipano all'iniziativa. Chiaro, si tratta di territori piccoli, e questo è il loro punto di forza: le persone si conoscono, si sa chi sono le persone che soffrono di questo problema – anche se non sempre riconoscono di avere un problema e chiedono aiuto. Vista l'alta percentuale di locali che aderiscono all'iniziativa, il posto dove si finisce per giocare di più diventa così il tabacchino, con il gratta e vinci. Un altro aspetto da segnalare inoltre, è come la comunità si sia mossa da sola – senza aspettare una legge calata dall'alto che inviti a trovare delle soluzioni al problema del gioco d'azzardo. E per il futuro? L'idea è di distribuire il materiale informativo anche in altri posti: dalla parrucchiera oppure dal medico – magari se sei lì ad aspettare il tuo turno un'occhiata finisci per dargliela volentieri.

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