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Premio Nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro" e Premio Nazionale "Nonviolenza"

pubblicato 23 ott 2018, 10:18 da Cultura della Pace   [ aggiornato in data 23 ott 2018, 10:36 ]
Le premiate
Ecco un breve profilo di Cecilia Sarti Strada e Anna Bravo, le due donne che hanno vinto il Premio Nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro" XIV Edizione e il Premio Nazionale "Nonviolenza" Ed. 2018. I premi saranno consegnati a Sansepolcro il 17 Novembre 2018



Cecilia Sarti Strada, Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” XIV Edizione, nata nel 1979, è una filantropa, attivista e scrittrice italiana, già presidente di Emergency.

Figlia di Teresa Sarti Strada e di Gino Strada, Cecilia Sarti Strada si è laureata in sociologia e a 30 anni, dal 2009 al 2017, è stata Presidente dell'Organizzazione non governativa Emergency.Impegnata a livello internazionale, ha seguito le attività dei vari ospedali dell'organizzazione e ha curato i rapporti a livello locale, oltre a testimoniare come giornalista e sui media la sua esperienza.

Sostiene la necessità di una modifica dei rapporti internazionali e il bisogno di legare la rete dei rapporti commerciali col rispetto dei diritti umani. Ha scritto i libri “Sulla nostra pelle. Le missioni di pace uccidono. Anche quelle italiane” e “La guerra tra noi”.



Anna Bravo, Premio Nazionale "Nonviolenza" Ed. 2018, storica e docente universitaria, vive e lavora a Torino, dove ha insegnato Storia sociale. Si occupa di storia delle donne, di deportazione e genocidio, resistenza armata e resistenza civile, cultura dei gruppi non omogenei, storia orale; su questi temi ha anche partecipato a convegni nazionali e internazionali. Ha fatto parte del comitato scientifico che ha diretto la raccolta delle storie di vita promossa dall’Aned (Associazione nazionale ex-deportati) del Piemonte; fa parte della Società italiana delle storiche e dei comitati scientifici dell’Istituto storico della Resistenza in Piemonte, del Comitato Scientifico della Fondazione Alexander Langer, dell'Istituto per la storia della Resistenza "Giorgio Agosti" e di altre istituzioni culturali. Opere: (con Daniele Jalla), La vita offesa, Angeli, Milano 1986; Donne e uomini nelle guerre mondiali, Laterza, Roma-Bari 1991; (con Daniele Jalla), Una misura onesta. Gli scritti di memoria della deportazione dall’Italia, Angeli, Milano 1994; (con Anna Maria Bruzzone), In guerra senza armi. Storie di donne 1940-1945, Laterza, Roma-Bari 1995, 2000; (con Lucetta Scaraffia), Donne del novecento, Liberal Libri, 1999; (con Anna Foa e Lucetta Scaraffia), I fili della memoria. Uomini e donne nella storia, Laterza, Roma-Bari 2000; (con Margherita Pelaja, Alessandra Pescarolo, Lucetta Scaraffia), Storia sociale delle donne nell’Italia contemporanea, Laterza, Roma-Bari 2001; Il fotoromanzo, Il Mulino, Bologna 2003, Storie del sessantotto (Laterza 2008), che non rappresenta una storia tradizionale della stagione dei movimenti, ma spazia intorno a questioni filosofiche, ideologiche e culturali che hanno attraversato gli anni sessanta e settanta, e che presenta una delle più azzeccate analisi sull'argomento nella celebrazione del suo anniversario e ancora La conta dei salvati. Dalla Grande guerra al Tibet: storie di sangue risparmiato, Laterza, 2013.
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