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Premio Nobel per la Pace 2018 al coraggio e alla dignità

pubblicato 11 ott 2018, 08:37 da Cultura della Pace

Il Premio Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato al ginecologo Denis Mukwege, che opera in RDC e a Nadia Murad, giovane donna yazida, per «i loro sforzi nel porre fine alla violenza sessuale come arma di guerre e di conflitto armato»

Sul sito www.vita.it la notizia della vittoria del Premio Nobel per la Pace a Nadia Murad e Denis Mukwege, da sempre in battaglia con coraggio e per la dignità

Il Premio Nobel per la Pace 2018 è stato assegnato a Denis Mukwege e Nadia Murad, per «i loro sforzi nel porre fine alla violenza sessuale come arma di guerre e di conflitto armato». L’annuncio è stato dato pochi minuti fa Presented da Berit Reiss-Andersen, Chair del Norwegian Nobel Committee. Denis Mukwege è un ginecologo e – dice l’account ufficiale del Nobel – il suo motto è “justice is everyone’s business”. Entrambi i vincitori hanno dato un contributo cruciale, concentrando l'attenzione e la lotta contro tali crimini di guerra, afferma il comunicato. Denis Mukwege ha dedicato la sua vita a difendere queste vittime. Nadia Murad è la testimone che racconta gli abusi perpetrati contro se stessa e altri. Ognuno a modo suo ha contribuito a dare maggiore visibilità alla violenza sessuale in tempo di guerra, in modo che gli autori possano essere ritenuti responsabili delle loro azioni.

 

Denis Mukwege (@DenisMukwege) lavora nell’ospedale Panzi di Bukavu, nella Repubblica Democratica del Congo, fondato nel 2008 ed è presidente della Panzi Foundation e già vincitore del SakharovPrize nel 2014. Con il suo staff ha curato migliaia di pazienti vittime di tali abusi. La maggior parte degli abusi è stata commessa nel contesto di una lunga guerra civile che è costata la vita a più di sei milioni di congolesi. Secondo Mukwege uomini e donne, ufficiali e soldati tutte le autorità locali, nazionali e internazionali hanno responsabilità condivisa nel segnalare e combattere questo tipo di crimine di guerra. Ha ripetutamente condannato l'impunità per lo stupro di massa e ha criticato il governo congolese e di altri paesi per non aver fatto abbastanza per fermare l'uso della violenza sessuale contro le donne come strategia e arma di guerra.

 

Nadia Murad (@NadiaMuradBasee) è un membro della minoranza yazida del nord dell'Iraq, dove ha vissuto con la sua famiglia nel remoto villaggio di Kocho. Nell'agosto 2014 lo Stato islamico ha lanciato un attacco brutale ai villaggi del distretto di Sinjar, finalizzato a sterminare la popolazione yazida. Nel villaggio di Nadia Murad sono state massacrate diverse centinaia di persone. Le donne più giovani, comprese bambine minorenni, sono state rapite e detenute come schiave sessuali. Anche Nadia Murad fu fatta prigioniera e in quel periodo fu ripetutamente oggetto di stupro e di altri abusi da parte dell'esercito dell'Isis. Gli abusi facevano parte di una strategia e sono serviti come arma nella lotta contro yazidi e altre minoranza religiose. Dopo un incubo di tre mesi, Nadia Murad è riuscita a fuggire. Dopo la sua fuga, lei ha scelto di parlare apertamente di quello che aveva subito. Nel 2016, all'età di soli 23 anni, è stata nominata Goodwill Ambassador delle Nazioni Unite.

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