Il Premio Nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro" nasce nel 1992 grazie all'iniziativa del locale Comitato Promotore per l'Obiezione di Coscienza, oggi Associazione Cultura della Pace e con l'aiuto fattivo dei vari soci onorari che si sono negli anni succeduti: Fabrizio Fabbrini, docente di Storia Antica presso la II Università di Siena, Don Luigi Di Liegro, direttore della Caritas di Roma, Chiara Ingrao, dell'Associazione per la Pace, Luigina Di Liegro, Vicepresidente della Fondazione Internazionale Don Luigi Di Liegro, David Sassoli, deputato europeo e Massimo Valpiana, Segretario del Movimento Nonviolento e Direttore della Rivista 'Azione Nonviolenta'.
Il premio è biennale e gode dell'appoggio del Comune di Sansepolcro, assessorato alla Cultura, che ha deciso, negli anni scorsi, di intitolare la città, "Città della Cultura della Pace".
Tale manifestazione non ha l'intento di assegnare un'ulteriore targa a personaggi famosi o meno, ma il desiderio di far riflettere una comunità ed una cittadinanza su tematiche quali la nonviolenza, la solidarietà, l'attenzione ai più deboli, la pace, troppo spesso relegati a desideri o peggio a intenti buonisti. Il progetto è quello di riempire di significato culturale questi ideali e fare in modo che la pace diventi, come diceva spesso Don Luigi Di Liegro, "un diritto, nella misura in cui ognuno lo percepisce come un dovere" quotidiano.
Infatti, la stessa manifestazione prevede l'incontro mattutino con gli studenti delle scuole superiori e, al pomeriggio, l'incontro con la cittadinanza, per dibattere insieme di queste tematiche e far notare come sia possibile realizzare obiettivi, anche difficili, attraverso l'impegno e l'azione nonviolenta, quotidiana ed incessante.
Insieme al Premio "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro", viene anche assegnato il Premio Nazionale "Nonviolenza" a personaggi che si sono impegnati a far sì che queste modalità di soluzione dei conflitti possano essere sempre più conosciute e realizzate nel quotidiano e come possibile risposta alternativa a metodologie violente che non risolvono, ma che rischiano di acuire i problemi.
Negli anni passati e fino all'edizione del 2000, al posto del premio Nonviolenza esisteva il Premio Cultura della Pace-Città di Sansepolcro "alla memoria" per non disperdere il patrimonio culturale lasciatoci da personaggi che tanto si erano distinti nella promozione della pace e della solidarietà.