Adolescenze e dipendenze tecnologiche

pubblicato 8 lug 2019, 07:22 da Cultura della Pace
Adolescenze e dipendenze tecnologiche


Gli adolescenti oggi si muovono in un universo tecnologico la cui comprensione risulta fondamentale per discriminare e dare significato alle loro modalità di fare esperienza, di accedere al mondo dei valori, dei sentimenti e delle emozioni e di compiere il loro percorso formativo.

Ciò produce l’accentuazione di un divario generazionale tra adulti e adolescenti, in parte causato dall’ empowerment adolescenziale sulle ICT, che contribuisce a determinare in molti giovani una percezione di obsolescenza e inadeguatezza nella cultura e nei modelli familiari, nonché uno spostamento sempre più intenso della ricerca dei propri riferimenti e organizzatori esistenziali, dalle agenzie educative tradizionali agli spazi mediatici e virtuali.

Gli adolescenti, per le caratteristiche della loro organizzazione psichica, tendono fortemente a una saturazione immediata dei bisogni, manifestando spesso una difficoltà a procrastinare desideri ed esigenze a favore di agiti impulsivi e fanno una scarsa valutazione del rischio nel perseguire i propri obiettivi pulsionali.

La rapidità e la velocità dell’esperienza e delle possibili vie di accesso a essa (per esempio, i canali tecnologici) divengono quindi elementi intensamente ricercati e desiderati.

La società attuale, che fa della velocità, dell’immediatezza e dell’istantaneità aspetti sempre più appetibili e qualificativi, non solo della potenza delle tecnologie, ma anche dei meri comportamenti umani e della valutazione della produttività di individui e gruppi.

L’uso massiccio di Internet e dei cellulari sta modificando gli aspetti comunicativi e relazionali delle nuove generazioni.

Ciò implica la costituzione di un lessico peculiare (neodialetto high tech), di simboli nuovi e diversi, persino di nuovi stili relazionali.

 

Aspetti psicopatologici associati all’uso di Internet in adolescenza

Recenti dati provenienti dalla letteratura internazionale dimostrano che la dipendenza da Internet in età adolescenziale è associata a diverse condizioni psicopatologiche; per esempio, vi è una correlazione tra Internet Addiction Disorder (IAD) e sintomi depressivi, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), fobia sociale, discontrollo degli impulsi, abuso di sostanze.

Inoltre l’uso di Internet negli adolescenti con una sottostante vulnerabilità può incentivare comportamenti disfunzionali e disadattivi, normalizzando condotte patologiche quali pratiche autolesive, propositi suicidari, agiti aggressivi attraverso la condivisione di esperienze e lo scambio di informazioni; questo è il caso, per esempio, dei siti ‘‘pro-ana’’, vere e proprie comunità virtuali che promuovono le condotte anoressiche come stili di vita condivisibili e accettabili; nei siti pro-ana, giovani adolescenti, per lo più di sesso femminile, scambiano post e messaggi con suggerimenti e consigli pratici sulle modalità per perdere peso o per dissimulare il proprio comportamento con genitori e medici.

Anche i giochi online si rivelano particolarmente pericolosi, poiché determinano il passaggio da attività ludiche condivise e organizzate a giochi condotti in solitudine e privi di qualsiasi elemento di crescita individuale e sociale.

Le conseguenze negativesono:

—  elevato dispendio di denaro,

—  assenze da scuola, calo del rendimento scolastico,

—   furti,

—  utilizzo di sostanze psicoattive

—   insorgenza di condizioni cliniche quali ansia, depressione e rischio suicidario.

Come in altre forme di dipendenza comportamentale, nelle dipendenze da Internet esiste in maniera molto chiara una fase intermedia in cui il soggetto, pur avendo cominciato a utilizzare il mezzo in modo eccessivo e disfunzionale, non si trova ancora in una condizione di dipendenza vera e propria.

In questa fase, cioè, non è ancora comparso il craving, la spinta irresistibile verso l’oggetto della dipendenza, né si è ancora realizzato un discontrollo totale sulla condotta additiva tale da rendere incapace il soggetto di limitarla in alcun modo.

 

SHORT ADDICTION

Le condizioni di abuso sono naturalmente reversibili, così come non di rado lo sono anche le situazioni di dipendenza; l’evidenza clinica, infatti, segnala la risoluzione spontanea di situazioni, anche piuttosto impegnative, di dipendenze tecnologiche o da Internet che, dopo alcuni mesi di intensa compulsione all’uso con le rilevanti conseguenze sul piano psicologico e psicosociale, evolvono, pur senza alcuno specifico intervento terapeutico, verso una graduale normalizzazione.

Tali condizioni, denominate short addiction, rappresentano forme benigne di dipendenza tecnologica alla cui determinazione favorevole contribuiscono i fattori premorbosi e di personalità del soggetto, oltre a una serie di elementi protettivi di tipo ambientale (famiglia,rete psicosociale).

 

 

Tratto da:

Review article “Internet and technology addiction disorders in adolescence”

Dipartimento di Biomedicina Sperimentale e Neuroscienze Cliniche (BioNec),

Università degli Studi di Palermo

 

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