Il legame tra educazione e pace nel pensiero di Maria Montessori

pubblicato 20 mar 2020, 10:40 da Cultura della Pace

Il legame tra educazione e pace 

nel pensiero di Maria Montessori

Riflessioni sul libro “Educazione e Pace” di Maria Montessori

Articolo della Dott. ssa Tamara Leonardi

 

Maria Tecla Artemisia Montessori nacque a Chiaravalle, nelle Marche, il 31 agosto 1870.

Si laureò in Medicina nel 1896 con una tesi in Psichiatria e si interessò allo studio della mente, infatti l’ultimo libro che pubblicò nel 1952, ebbe come titolo “La mente del bambino”.Alla facoltà di Medicina la Montessori familiarizzò con l’osservazione e la capacità di ascolto del paziente, che permettono di identificare i sintomi che servono ad elaborare una diagnosi. Rimase affascinata dallo studio della mente, in particolare da quella che funziona in modo alterato, infatti la sua tesi ebbe come oggetto le allucinazioni. La sua tesi era sperimentale e venne scritta mentre frequentava periodicamente il manicomio “Santa Maria della Pietà” di Roma, dove osservava ed ascoltava i malati, elaborava la loro cartella clinica in cui annotava i loro racconti. Dopo la laurea in Medicina la Montessori si dedicò allo studio di bambini con ritardo mentale, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, ricoverati nel manicomio di “Santa Maria della Pietà”. Si occupò dei bambini con ritardo mentale dal 1896 al 1902 ed era favorevole al fatto che venissero accolti nella scuola tradizionale e che trovassero posto accanto ai bambini normali, poiché dovevano avere diritto all’istruzione con insegnanti di sostegno adeguati. La scuola a cui pensava Maria Montessori era aperta ed inclusiva e questo processo di inclusione doveva  iniziare con i bambini con ritardo mentale. Si impegnò molto sul fronte dei diritti civili ed è questo è il primo rapporto con un’educazione finalizzata a formare mentalità di paceDa Jean Marc Itard (medico e pedagogista francese considerato il fondatore della Pedagogia Speciale) apprese l’importanza dell’educazione dei sensi, risvegliando ogni senso singolarmente, procedendo all’attivazione cognitiva con successiva educazione intellettuale e morale. Da Itard e da Seguin (suo allievo), Montessori apprese, relativamente ai bambini con ritardo mentale, la fiducia nei loro confronti e l’importanza di uno studio individuale, l’attenzione ai bisogni di ciascun bambino e l’utilizzo di specifici strumenti pedagogici.

Nel libro “Educazione e Pace” considera il percorso educativo come uno strumento di pace e fa un’importante affermazione: “Per costruire una mentalità di pace debbo partire da un’educazione a scuola, come in famiglia, che sia per i bambini un’esperienza di pace……”. Vengono raccolte delle conferenze tra il 1932 e il 1939, periodo in cui l’Italia si prepara alla guerra. Secondo la Montessori un’educazione che ha come scopo la formazione di una mentalità di pace, dovrebbe favorire dei “comportamenti di pace” in educatori, insegnanti e genitori, ovvero dei comportamenti di condivisione, di generosità e soprattutto di rispetto. Secondo il suo pensiero sarebbe opportuno imparare a cooperare piuttosto che stare in competizioneNel quartiere di San Lorenzo a Roma il 6 gennaio del 1907, venne inaugurata la prima Casa dei bambini, che accoglieva i bambini dai 3 ai 6 anni e che diventò un servizio per la donna che lavorava. Nella Casa dei Bambini la Montessori applicò una nuova concezione della scuola dell’infanzia: “Il metodo della Pedagogia Scientifica”.

I bambini potevano svolgere attività differenti e potevano scegliere liberamente l’attività che pertanto era legata all’interesse, alla motivazione personale, interna aumentando la durata della concentrazione e dell’apprendimento.A determinare dei cambiamenti nell’organizzazione dell’ambiente fu l’osservazione dei comportamenti dei bambini.L’ambiente iniziò ad essere a misura dei bambini, che iniziarono a scrivere componendo le parole sul tappeto (dov’era disegnata una riga), mettendo letterine mobili in linea retta. La cura dell’ambiente, la cura di sé, la cura dell’altro divennero importanti. Una delle caratteristiche dell’ambiente, nel Metodo Educativo Montessori, è quella di essere articolato in zone deputate a svolgere specifiche attività (se i bambini vogliono utilizzare le lettere devono andare nella zona dedicata al linguaggio). L’ambiente è articolato in spazi che aiutano la libertà di scelta e facilitano un movimento coordinato e l’autonomia del bambino. L’ambiente è ordinato e questo permette al bambino di leggerlo e a non creare confusione. L’ordine ha nel bambino funzioni psicologiche fondamentali e consente il soddisfacimento del bisogno di stabilità e di sicurezza, del bisogno di rassicurazione ed è un aiuto all’orientamento nello spazioAnche il materiale è molto importante nel Metodo Educativo Montessori, in quanto deve essere in grado dimostrare l’errore e quindi consente al bambino l’autocorrezione; è il bambino che scopre come funziona l’attività, pertanto l’errore è considerato un’unità di apprendimento. La libertà di scegliere le attività, consente al bambino di fare cose diverse nello stesso momento; il programma è al suo interno, quindi il bambino è emancipatodalla dipendenza dall’adulto e come conseguenza, durante lo svolgimento delle attività c’è da parte sua una maggiore attenzione e cura nell’uso degli oggetti e la capacità di mettere in atto un comportamento responsabile. La responsabilità nei confronti dell’oggetto implica anche il rispetto per i bambini che lo utilizzeranno dopo.

L’adulto non si sostituisce al fare del bambino, poiché questo comportamento gli impedirebbe la costruzione della propria autonomia ma ha il compito di facilitare la sua relazione con l’ambiente, in cui il protagonista dell’apprendimento è il bambino. Nel libro “Educazione e pace” Montessori afferma che la libertà di scelta consente al bambino di seguire il proprio programma interiore. Nel libro la Montessori fa un’affermazione: “la pace è un principio pratico di umanità…”e fa una riflessione sul fatto che noi siamo solitamente abituati a pensare che nell’essere umano ci sia un istinto alla lotta, al contrario per lei esiste un istinto di pace. I bambini di San Lorenzo, le mostrarono la possibilità della vita in un ambiente pacifico, esternando una capacità di cooperazione e collaborazione e questo la indusse a pensare che tale istinto di pace doveva essere stimolato e valorizzato.

Dal 1932 al 1939 la Montessori si pose l’obiettivo di costruire una Scienza della pace.

 

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