Appello contro la guerra

I Nobel per la Pace: fermare la guerra, smantellare le atomiche

Sul sito www.unimondo.org l'appello dei Premi Nobel per la Pace



“O vi sarà la fine delle armi nucleari, o sarà la fine di tutti noi”, questo il succo della lettera aperta di oltre 50 premi Nobel per la pace del 28 marzo. Lettera che auspica un taglio della spesa militare globale del 2 percento. Una mossa che, dicono, farà risparmiare mille miliardi di dollari in cinque anni “per combattere le emergenze planetarie” come “pandemie, cambiamenti climatici e povertà estrema”, e generare così un “dividendo di pace globale”.

Il Dalai Lama è tra i 16 premi Nobel per la pace che hanno pubblicato congiuntamente la lettera aperta che chiede la fine immediata dell’attacco all’Ucraina e un esplicito impegno sia da parte della Russia che delle forze della NATO che le armi nucleari di qualsiasi tipo non saranno usate né in questo conflitto né in qualsiasi altro. Sostenuta dall’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW), che ha vinto il Nobel nel 1985, edall’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons (ICAN), premiata nel 2017 per la sua lotta contro le atomiche, la lettera è stata firmata anche da altri dieci vincitori individuali, tra cui Jody Williams, Kailash Satyarthi e Óscar Arias Sánchez, così come dall’International Peace Bureau, che ha vinto il premio nel 1910, l’American Friends Service Committee (1947) e la Pugwash Conference on Science and World Affairs (1995).

L’invasione dell’Ucraina ha creato un disastro umanitario per il suo popolo”, continua la lettera. “Il mondo intero sta affrontando la più grande minaccia della storia: una guerra nucleare su larga scala, capace di distruggere la nostra civiltà e di causare vasti danni ecologici su tutta la Terra”. La lettera aperta chiede un accordo di cessate il fuoco immediato e il ritiro di tutte le truppe russe dall’Ucraina. Dopo oltre un mese di combattimenti, migliaia di civili ucraini sono stati uccisi, secondo le cifre ufficiali, e milioni di rifugiati sono fuggiti attraverso il confine ucraino nei paesi vicini, mentre altri milioni sono sfollati all’interno del Paese.

La guerra non é solo crudele, é anche assurda e irrazionale

E’ un’iniziativa che ha il pregio di non essere solo un appello morale, ma di mostrare l’assurdità e l’irrazionalità di un conflitto che non può avere vincitori, ma solo sconfitti da ogni parte. C’è un precedente illustre a questa lettera aperta di un Nobel della pace per scongiurare una guerra catastrofica. Il saggio La grande illusione, scritto poco prima del 1914 dai britannico Norman Angell . Prima delle due guerre mondiali, spiegava l’irrazionalità della guerra – “futile”, scriveva il saggista britannico, sia per il vincitore sia per il vinto . Fu ripubblicato nel 1933 e, valse alll’autore il premio Nobel per la pace- lo stesso anno in cui Adolf Hitler salì al potere..

Angell sosteneva, proprio alla vigilia della prima di due guerre mondiali, che l’interdipendenza delle economie europee precludeva una guerra che sarebbe stata catastrofica per tutti, perché avrebbe distrutto le sinergie tra le economie e fatto fallire le economie sia dei vincitori che dei vinti. Un “paradosso apparente”. Questa tesi era originale: il pacifismo di Angell è razionalista. Non sosteneva , sulla scia dei vecchi pacifismi, che “la guerra è il male”, ma che la guerra è irrazionale. La tesi del libro era che l’integrazione delle economie dei paesi europei era cresciuta a tal punto che la guerra tra loro sarebbe stata del tutto inutile, rendendo il militarismo obsoleto...

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