Energia mondiale

Data pubblicazione: Sep 30, 2021 3:58:40 PM

Onu: “energia pulita per tutti”

Come si potrà assicurare l'elettrificazione ai 760 milioni di persone che ancora non possono accendere una lampadina in casa, in accordo con gli obbiettivi globali per combattere i cambiamenti climatici e senza imporre ai consumatori più poveri, e anche nei paesi industrializzati, un insostenibile aumento dei costi? Sul sito www.lettera22.it un articolo di Gianna Pontecorboli sul tema della distribuzione di energia nel mondo

Come si potra’ assicurare l’energia elettrica ai 760 milioni di persone che ancora non possono accendere una lampadina in casa, in accordo con gli obbiettivi globali per combattere i cambiamenti climatici e senza imporre ai consumatori piu’ poveri , anche nei paesi industrializzati, un insostenibile aumento dei costi?

In un’Assemblea Generale dell’Onu che non si e’ certo tirata indietro nei giorni scorsi dagli argomenti piu’ difficili e controversi, proprio il problema dell’energia e’ stato ieri al centro del piu’ impegnativo dei tanti eventi che si sono svolti all’ombra dei discorsi pronunciati dal podio del Palazzo di Vetro.

Aperto dal segretario generale Antonio Guterres e dal nuovo presidente dell’Assemblea, l’uomo politico delle Maldive Abdulla Shahid, il Dialogo ad Alto Livello sull’energia ha impegnato per tutta la giornata ,in un lungo tour del force virtuale, 45 capi di stato o di governo e altrettanti rappresentanti del mondo degli affari, di numerose fondazioni private e non governative e i rappresentanti dei giovani.

”Permettetemi di essere diretto”, ha detto Shahid nel suo discorso di apertura,”l’energia e’ critica sia per la nostra uscita dalla pandemia globale che per i nostri sforzi di aver ragione dei cambiamenti climatici”.

I fatti, purtroppo sono noti. L’epidemia di Covid ha reso piu’ sfuggente l’obbiettivo degli accordi per lo sviluppo sostenibile di garantire a tutti energia pulita, affidabile e a prezzi accessibili entro il 2030. A oltre due miliardi e mezzo di persone manca il gas necessario per accendere un fornello e solo un quarto degli ospedali in Africa ha accesso all’elettricita’.

Per di piu’ ,anche se lunedi scorso il presidente cinese Xi-Jinping ha annunciato dal podio la sua intenzione di non finanziare piu’ centrali a carbone all’estero, la strada verso la produzione di energia pulita e rinnovabile resta lunga. I finanziamenti verso i paesi in via di sviluppo per favorirla sono saliti a 21 miliardi ma solo una piccola parte ha raggiunto i paesi piu’ poveri.

Nella riunione di ieri, la prima sull’argomento organizzata sotto gli auspici dell’Assemblea Generale in quarant’anni, qualcosa ha pero’ cominciato a muoversi in maniera concreta. I governi, le organizzazioni non governative e il settore privato, uno accanto all’altro , hanno promesso nuovi finanziamenti e investimenti per 400 miliardi di dollari. Oltre 35 paesi, dai piu’ piccoli alle superpotenze, hanno annunciato di aver concluso quasi 150 cosidetti Energy Compacts , accordi di impegno per la creazione di centinaia di impianti per la produzione di energia rinnovabile e di milioni di nuovi posti di lavoro.” Gli impegni che sono arrivati grazie a questo processo promosso da UN-energy sono un vero segno di quello che e’ possibile” ,ha dichiarato con ottimismo Antonio Guterres. Solo per fare qualche esempio, la Danimarca ha promesso che entro il 2028 il 100 per cento della sua energia arrivera’ da fonti rinnovabili, mentre la Germania si e’ impegnata al 65 per cento entro il 2030. La Nigeria, da parte sua, ha garantito che entro il 20235 milioni di case avranno energia solare e saranno creati 250 mila nuovi posti di lavoro. Per il settore industriale, l’amministratore delegato dell’Enel Francesco Starace, nel suo discorso di apertura, ha promesso di eliminare le centrali a carbone entro il 2027 e di triplicare la produzione di energia rinnovabile entro il 2030, mentre la Rockefeller Foundation, insieme alla Ikea Foundation , ha impegnato un miliardo di dollari delle sue risorse per favorire la distribuzione di energa rinnovabile nei paesi piu’ poveri.

La discussione, pero’, ha per il momento lasciato fuori il problema della crisi energetica in Europa, che ha fatto bruscamente salire i prezzi dei gas naturali e costretto diversi paesi, tra cu l’Italia, ha promettere un aiuto concreto ai piu’ poveri per pagare le bollette. Il fenomeno, provocato in parte da fattori metereologici e in parte dalla scarsita’ di gas russo, rischia di peggiorare giusto prima del Cop26 previsto a Glasgow ai primi di novembre.

”La semplice realta’ e’ che non si possono raggiungere questi ambiziosi obbiettivi di transizione energetica senza imporre un massiccio e improvviso aumento dei costi dell’energia”, ha sostenuto, parlando col periodico Washington Examiner Bob McNally, un ex collaboratore del presidente Bush.

A New York, insomma, le promesse sono state fatte. In futuro, nella loro realizzazione, bisognera’ mettere in conto anche gli ostacoli.

Anche sul Corriere del Ticino