Premio Nazionale "Nonviolenza" vince l'emancipazione femminile
Ecco le vincitrici del Premio Nazionale "Nonviolenza" Ed. 2026: Shiva Boroumand e Parisa Nazari, iraniane e attiviste del Movimento Donna Vita Libertà
Il Comune di Sansepolcro e l’Associazione Cultura della Pace comunicano con particolare soddisfazione il termine dei lavori del Comitato Scientifico che ha reso noto la lista dei candidati monitorati per il Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro” XVIII Edizione e le vincitrici del Premio Nazionale "Nonviolenza", Ed. 2026. Il Comitato Scientifico è composto da Mao Valpiana, Presidente del Movimento Nonviolento, Luigina Di Liegro, Segretaria della Fondazione Internazionale “Don Luigi Di Liegro”, Don Achille Rossi, filosofo e teologo e Mauro Biani, vignettista.
L’Associazione Cultura della Pace e il Comune di Sansepolcro, Presidenza del Consiglio Comunale, comunicano con grande gioia e onorati per l’accettazione del premio, i nominativi delle vincitrici del Premio Nazionale “Nonviolenza” Edizione 2026.
Il Comitato Scientifico dell’Associazione Cultura della Pace, insieme ai componenti dell’Associazione Cultura della Pace hanno ritenuto di premiare la figure di Shiva Boroumand e di Parisa Nazari, del Movimento “Donna Vita Libertà”.
E’ un grande onore avere come vincitrici di questa onorificenza due donne esponenti di in movimento che in Iran si è contraddistinto per l'emancipazione civile e femminile e per la lotta nonviolenta portata avanti, nonostante la brutale repressione e le innumerevoli persone imprigionate. E' una sottolineatura doverosa nell'80° anniversario del voto femminile in Italia e in un momento così particolare che vede la popolazione iraniana provata dalla violenza diretta e culturale del regime teocratico e dalla guerra.
Questa la motivazione dell’assegnazione dell’Edizione 2026 del Premio Nazionale “Nonviolenza” a Shiva Boroumand e a Parisa Nazari:
“per l’attività informativa, formativa e di testimonianza realizzata con il loro impegno personale, sociale e culturale e attraverso il Movimento 'Donna, Vita, Libertà', tutta finalizzato a costruire una società nonviolenta, solidale e pacifica, attenta a creare una conoscenza del popolo iraniano, della sua cultura e del suo desiderio di libertà e emancipazione, attraverso soluzioni nonviolente e con un diverso paradigma attuativo, impegno che continua anche in Italia attraverso le numerose attività che le vedono coinvolte”.
Shiva BOROUMAND e Parisa NAZARI
Movimento Donna Vita Libertà
Shiva Boroumand Lari è una mediatrice sociale e culturale iraniana, attivista per i diritti umani e per la pace, attualmente residente in Italia. Dal 2020, vive in Italia e ha continuato a mantenere un legame diretto e costante con la società civile iraniana, impegnandosi attivamente nella promozione dei diritti umani e nella difesa delle libertà fondamentali. Il suo impegno l’ha portata a diventare parte attiva del Movimento Donna, Vita, Libertà. Ha partecipato alle attività della UIL intervenendo per raccontare la situazione attuale dei diritti umani in Iran. Ha, inoltre, collaborato indirettamente con Amnesty International coordinando un team per la difesa dei diritti umani. È cofondatrice della pagina Instagram Speak about Azadi, dove si occupa dell’analisi delle informazioni per garantire l’accuratezza dei contenuti pubblicati. Ha collaborato con attivisti e giornalisti italiani e internazionali. La sua esperienza e testimonianza è citata nel libro “Noi vogliamo tutto” della giornalista Flavia Carlini. Ha realizzato contributi per le testate online Metropolitan Magazine, Più Culture e Roma Today. Nel campo artistico ha ideato e registrato, insieme all’associazione Kino Rumore, il cortometraggio Spring Will Come, dedicato ai temi dell’affettività in carcere. È membro di un intergruppo parlamentare per i diritti dei detenuti, contribuendo alla raccolta di notizie sui casi di prigionieri politici in Iran. È attivista per i diritti dei detenuti con l’Associazione A Roma Insieme – Leda Colombini. È cofondatrice dell’associazione Ars Mundi promuovendo il cinema come strumento di sensibilizzazione sui temi della giustizia, della nonviolenza e della pace. Ha partecipato con l’Associazione Le Storie dei Mondi Possibili, prendendo parte a diverse attività in Europa raccogliendo testimonianze per documentare storie di sopravvissuti alla dittatura evidenziando come tali esperienze possano trasformarsi in percorsi di impegno civile e cambiamento sociale.
Parisa Nazari è nata a Teheran ed ha eletto l’Italia a sua casa dal 1996. “Sono una farmacista e madre di due gemelli” afferma, “e sono arrivata in questo Paese insieme all’uomo che sarebbe diventato mio marito, iraniano anche lui. Abbiamo studiato qui e ci siamo innamorati dell’Italia dove abbiamo deciso di far crescere i nostri figli”. Laureatasi all’Università degli Studi La Sapienza ha dato vita, tra le altre cose, all’associazione “Donne per la dignità”, nel 2011, allo scopo di “promuovere la conoscenza di un paese come l’Iran la cui cultura millenaria è troppo spesso subordinata alle vicende politiche”. Organizza mostre, concerti e seminari, anche attraverso il coinvolgimento di iraniani approdati in Italia, musicisti ed artisti, che desiderino farsi conoscere. Parisa Nazari vive attualmente a Roma, dove fa la farmacista, interprete, mediatrice interculturale e attivista per i diritti umani e i diritti delle donne collaborando con organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International e Casa Internazionale delle Donne oltre a diverse associazioni culturali e di promozione sociale.
Movimento DONNA, VITA, LIBERTA'
Movimento “Donna Vita Libertà” nasce nel 2022, è un movimento di protesta nato in Iran a seguito dell’uccisione di Mahsa Amini, riprendendo uno slogan usato dai movimenti curdi.
Nonostante la brutale repressione, gli innumerevoli morti e le persone imprigionate, il movimento non sembra recedere, anzi sembra rafforzarsi.
Le testimonianze delle sopravvissute diventano un monito per continuare a sostenere le ragioni dei manifestanti contro la dittatura degli ayatollah in Iran, anche a livello internazionale, come richiesta di libertà, diritti umani e contro ogni oppressione.