Appello di civiltà di Padre Alex Zanotelli

Lettera-appello ai giornalisti italiani di un missionario Comboniano: «Rompiamo il silenzio sull’Africa”


Il messaggio di Alex Zanotelli, profondo conoscitore dell'Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace. Attenzione però: c’è l’eccezione di Mondo Solidale. Il Premio Nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro" del 2004 invita a una riflessione decisiva, con una lettera appello ai mass media


“Non vi chiedo atti eroici – esordisce il missionario - ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo”.

Cosa mi spinge a fare questo. “Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate – prosegue l’appello di Alex Zanotelli - ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto. Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media, purtroppo – prosegue l’appello di Zanotelli - sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa”.

Attenzione però, c’è un’eccezione: Mondo Solidale. A questo punto sentiamo l’obbligo di rivendicare un’eccezione, la nostra eccezione, rappresentata proprio dalla parte del sito di Repubblica.it che ospita – non a caso - la lettera-appello del missionario comboniano, e che ogni giorno, più volte al giorno, dà conto dei progetti e degli interventi umanitari nelle aree più povere del Pianeta. Lo fa non solo attraverso le testimonianze dirette degli operatori che lavorano sul campo per le Ong o per le Agenzie delle Nazioni Unite, ma andando oltre la mera descrizione dell’azione d’assistenza o di provvedimenti emergenziali, cercando inoltre di rappresentare, per quanto possibile, anche lo scenario storico, politico e geopolitico delle aree del mondo di cui scriviamo o rappresentiamo con foto e video. 

Prosegue Zanotelli: “E’ inaccettabile che in Sud Sudan...” "Mi appello a voi giornalisti/e – prosegue quindi la lettera di Zanotelli – perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga”.

“E ciò che accade in Sudan”. “È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur”.

“E quello che succede in Somalia”. È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.

“O in Eritrea”. È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.

“Ma anche nella Repubblica Centrafricana”. È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.

“Nell’area del Sahel”. “Inaccettabile è il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera”.

“E ancora in Libia”. “È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi”.

“Nelle terre ricche del Congo”. “È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi”.

“E’ inaccettabile la fame”. “È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.

“E il silenzio sugli effetti del clima sui poveri”. È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile”.

“E la vendita delle armi italiane”. “È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro)”.

La paranoia dell’invasione. “Non conoscendo tutto questo – scrive ancora Zanotelli – è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi. Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi. Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti”.

“Ma i disperati della storia nessuno li fermerà”. “Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: ‘Aiutiamoli a casa loro’, dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese”.

“Cimiterium nostrum”. “E così – prosegue il missionario comboniano – ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?)”.

I gesti da compiere. “Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa – dice ancora Zanotelli –  forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi – conclude il missionario – diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa”.