Toomaj Salehi: la condanna a morte dei manifestanti di Ekbatan è contro l’umanità. Sul sito www.nessunotocchicaino.it l'appello dell'ex detenuto politico contro le condanne a morte del regime iraniano
Toomaj Salehi, ex detenuto politico e artista di protesta, ha condannato le sentenze capitali emesse nei confronti di quattro imputati nel caso “Ekbatan”, definendole “ingiuste e contro l’umanità”.
Scrivendo sul suo account ufficiale sulla piattaforma social X, ha dichiarato: “Sto scrivendo queste parole in un momento in cui la libertà di espressione e la libertà dei media, che non abbiamo mai veramente avuto, sono state soppresse nel modo più severo possibile con il pretesto della guerra, mentre la povertà piove sul popolo sia dalla terra che dal cielo”.
Salehi ha osservato che ci sono ancora «sopravvissuti del glorioso e orgoglioso movimento Donna, Vita, Libertà che rimangono in prigione, e quattro di loro, Milad Armoun, Navid Najaran, Mehdi Imani e Seyed Mohammad Mehdi Hosseini, sono stati condannati a morte con una sentenza ingiusta e disumana». Ha sottolineato: «Il nostro onore ci impone di opporci a questa ingiustizia».
La Sezione 15 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, presieduta dal giudice Abolqasem Salavati, ha condannato a morte quattro degli imputati nel caso del “Distretto di Ekbatan” con l’accusa di “corruzione sulla terra”. Questa sentenza arriva nonostante un tribunale penale avesse precedentemente dichiarato che l’accusa di omicidio contro gli imputati non era stata definitivamente provata, rendendo impossibile una condanna a morte.
Gli altri quattro imputati nel caso, Amir Mohammad Khosh-Eghbal, Alireza Barmarzpournak, Alireza Kafaei e Hossein Nemat, sono stati condannati ciascuno a cinque anni di reclusione, a ulteriori due anni di reclusione con l’accusa di propaganda contro il regime, a un divieto di due anni di attività sui social media e a un divieto di residenza di due anni nelle province di Teheran e Alborz.
(Fonte: Iran Wire)