Nelle foto, Don Luigi Di Liegro, durante l'edizione del Premio Nazionale "Cultura della Pace-Città di Sansepolcro" nel 1994 e a fianco l'intitolazione della strada a Don Luigi, con la nipote Luigina Di Liegro, nel 1998
Papa Leone XIV annuncia la causa di beatificazione di Don Luigi Di Liegro
Comunicato Stampa dell'Associazione Cultura della Pace
L'Associazione Cultura della Pace esprime profonda commozione per l’annuncio di Papa Leone XIV di compiere i passi necessari per l’avvio della causa di beatificazione di Don Luigi Di Liegro, Presidente e fondatore della Caritas di Roma, nostro amico e collaboratore, dal 1993 sino al momento della sua scomparsa, il 12 ottobre 1997 e Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro”, alla memoria, nel 1998.
Don Luigi Di Liegro è stato il prete degli ultimi, dei più piccoli, di quanti avessero la necessità di un supporto, di un aiuto e di un accompagnamento costante. Ha reso la Chiesa credibile e concreto l’annuncio cristiano, ma anche costante la richiesta di giustizia sociale.
Noi che abbiamo avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo e lavorarci insieme, abbiamo assaporato e percepito, già da allora, la santità di una persona che realizzava, concretamente, un’umanità piena e sincera verso chiunque si trovasse nel bisogno.
Esprimiamo grande soddisfazione per il legame che Don Luigi Di Liegro ha avuto con Sansepolcro e con la Valtiberina attraverso la sua presenza costante nel Comitato Scientifico del Premio Nazionale “Cultura della Pace-Città di Sansepolcro”, che desiderava diventasse un evento significativo per la nostra città che desse un orizzonte culturale legato alla nonviolenza e alla creazione di dinamiche di pace.
Sansepolcro ha saputo ricambiare l’affetto che Don Luigi ha dimostrato nei confronti della città, intitolandogli, già nel 1998, la via che ospita l’istituto d’istruzione superiore “Città di Sansepolcro” e la Scuola Primaria “C. Collodi”, prima strada in Italia ad essere dedicata a questo grande prete, che è stato anche un grande costruttore e realizzatore di collaborazione e alleanze sociali per la messa in atto di un’assistenza, che era, per prima cosa, ristabilimento dei diritti dei più deboli e degli emarginati.